Ceuta e l’occasione persa dalla Meloni



Giancarlo Infante    3 Agosto 2026       0

È tutto un modesto e perverso gioco politico quello sviluppato sull’invasione dei marocchini dell’enclave africana spagnola di Ceuta. Intanto, una grandissima parte di loro se ne sono già tornati a casa. A conferma della strumentalità di un’azione che deve essere letta all’interno dei complicati rapporti tra Spagna e Marocco.

I sovranisti di tutto il mondo stanno strumentalizzando una vicenda che non è proprio una novità per quanto riguarda la situazione di questa parte del Mediterraneo che sta a cavallo dello Stretto di Gibilterra. E che è paragonabile sul piano mediatico alla famosa migrazione attraverso i Balcani favorita dalla Turchia e cessata solo grazie ai miliardi concessi da UE e da Angela Merkel ad Erdogan.

Ma tutto fa brodo per cavalcare il pericolo dell’invasione dei migranti. Soprattutto a governi che vanno verso prossime elezioni con bilanci fallimentari da presentare in campo economico e sociale. E di fatto non è solo Giorgia Meloni a strumentalizzare spudoratamente. Anche Trump, commentando le immagini di Ceuta ha ammonito gli americani a votare per lui al prossimo appuntamento di “midterm” altrimenti i democratici apriranno le porte all’immigrazione selvaggia. Cosa del tutto smentita dal suo predecessore Joe Biden che, anzi, ricevette più di una critica dall’interno del suo stesso partito per non aver modificato le leggi in materia, compresa quella che porta i minori ad essere rinchiusi in vere e proprie gabbie da zoo.

E ci sono ovviamente la destra europea e quella spagnola, in particolare, che per motivi elettorali interni soffiano sul fuoco ben sapendo che nessuno delle migliaia degli invasori marocchini finirà nella madre patria iberica.

C’è però da ragionare soprattutto per ciò che riguarda noi. Giorgia Meloni ha ancora una volta percorso il sentiero della propaganda e ha sferrato una “pugnalata alle spalle” alla Spagna per colpire Sanchez visto come il fumo negli occhi dai suoi alleati della destra iberica, e non solo.

Ma che occasione persa per confermare, invece, all’intera Europa che i Paesi mediterranei – con Italia e Spagna ci sono da considerare anche Grecia, Malta e Cipro – non possono essere lasciati a turno da soli a fronteggiare il fenomeno migratorio e che va finalmente cambiato il Trattato di Dublino che dal 1992 lascia al primo Paese d’ingresso la responsabilità totale nella gestione dei migranti. Non poteva essere questa l’occasione per organizzare un fronte “meridionale” della UE per condurre una battaglia alta e nobile?

Ancora una volta, la nostra Premier invece di pensare agli interessi italiani fa la capopopolo da quattro soldi. Sanchez ha tuonato contro i “trafficanti d’uomini”. Non era uno dei leitmotiv anche di Giorgia Meloni?

(Tratto da www.politicainsieme.com)


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