Non c’è proprio da esultare…



Monica Canalis    16 Luglio 2026       1

Pubblichiamo il commento della Consigliera regionale PD sulle scene di giubilo viste sui banchi dell’opposizione dopo il voto segreto che ha bocciato l’emendamento di maggioranza per introdurre le preferenze nella legge elettorale in discussione alla Camera.

Io ieri in Parlamento non avrei esultato in questo modo. Intendiamoci: la legge elettorale proposta dal governo Meloni è pessima, per contenuti e per tempismo (le leggi elettorali andrebbero fatte col "velo d'ignoranza" sull'esito del voto e non a pochi mesi dalle scadenze...), e l'emendamento sulle preferenze era una piccola farsa riservata ai partiti più grandi e comunque non ai capilista.

Ma esultare per la bocciatura di questo emendamento, che avrebbe restituito almeno un po' di voce ai cittadini, mi è parso fuori luogo. I parlamentari hanno deciso di non segare le gambe della sedia su cui sono seduti. Il Parlamento continuerà ad essere composto da nominati, col metodo della cooptazione, del centralismo e del verticismo: cosa c'è da festeggiare?

Per non parlare della scelta di votare col voto segreto, permettendo non solo ai parlamentari di Forza Italia e Lega, ma anche a quelli del Partito Democratico di affossare le preferenze senza metterci la faccia. Perché il voto segreto su un tema come questo, che non è un tema di coscienza?

Infine: mi piacerebbe che il mio partito non si limitasse a dire, giustamente, che la legge elettorale non è la priorità del Paese e che la proposta di Meloni è irricevibile. Vorrei che facesse anche una propria proposta e alimentasse finalmente un confronto, dentro il partito e con le forze di maggioranza, invece di stare comodamente seduto sull'Aventino.

Non basta dire NO. Bisogna ricominciare a fare politica. Le elezioni non si vincono con un'opposizione pregiudiziale.


1 Commento

Lascia un commento

La Tua email non sarà pubblicata.


*