Una lettura fantapolitica del caos mondiale



Massimo Brundisini    5 Maggio 2026       1

Siamo di fronte a una rivoluzione dell’ordine mondiale, ma chi la sta facendo? E perché? E contro chi? Proporrò un’ipotesi “fantapolitica”, ma collegata a fatti reali: stiamo forse assistendo allo scontro finale tra due schieramenti opposti?

Venerdì 24 aprile il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: “Gli europei devono farsi avanti e difendere i propri interessi perché Stati Uniti, Cina e Russia sono ora tutti ‘totalmente contro’ di loro”. E ha aggiunto:” le tensioni con Washington sono una ‘tendenza storica’ destinata a durare oltre Trump: l’Europa deve ‘svegliarsi’ e creare una difesa autonoma perché la NATO (con l’Art. 5) non basta più rispetto alla clausola UE”. Macron parla quindi di “spaccatura profonda” e di un’alleanza franco-britannica-europea per difendersi da Trump.

Secondo un analista, che pare molto ben informato, la separazione tra USA e Regno Unito è una realtà già accettata e avvallata da una dichiarazione ufficiale della Chatham House, ovvero The Royal Institute of International Affairs (CLICCA QUI).

Devo a questo punto parlare di un fatto che mi aveva molto colpito, ovvero il cartone animato postato su X già a settembre 2025 dal consigliere e negoziatore principale di Putin, Kyrill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo Sovrano russo, nel quale si vedono seduti assieme ad un tavolo l’aquila americana, l’orso russo, il panda cinese e la tigre indiana, sotto le rispettive bandiere, con in sottofondo la canzone Imagine di John Lennon. Un video di sicuro impatto e forse chiarificatore (CLICCA QUI).

Ed ecco le parole pronunciate un mese fa dallo stesso Kirill Dmitriev a margine del Congresso della Russian Union of Industrialists and Entrepreneurs: “La nostra previsione è molto chiara; l’Europa e l’Inghilterra imploreranno le risorse energetiche russe e la Russia prenderà le decisioni appropriate o non le prenderà”. Suonano come una durissima sentenza prossima a venire, che continua così: “Né l’Europa né la Gran Bretagna sono preparate alla più grande crisi energetica della storia dell’umanità… Ora in Europa si verificherà una massiccia deindustrializzazione… Questo dimostra cosa sia la sovranità, perché sia importante difenderla e perché le decisioni sovrane siano estremamente importanti”.

Secondo questa ipotesi fantapolitica, la crisi di Hormuz, nella quale Russia e Cina sembrano piuttosto defilate (anche se molto attive dietro le quinte), potrebbe essere una facciata di comodo, mentre l’obiettivo finale sarebbe quello di attaccare il controllo finanziario mondiale, colpendo nel contempo le più importanti nazioni ad esso sottoposte, in primis Francia, Germania e Regno Unito, e da poco anche Italia. Ecco che allora si potrebbe ipotizzare un secondo livello di lettura, che al momento potrebbe apparire addirittura al di là della fantapolitica, e cioè che le quattro potenze siano in realtà unite e d’accordo nel combattere il vero nemico comune, arroccato in un quadrilatero blindato al centro di Londra, che gode di extraterritorialità, delimitato da minacciose statue di draghi e dove anche alla Regina Elisabetta non era consentito entrare (lo ha fatto una sola volta nel suo lungo regno). Pare ad esempio che i Lloyds di Londra, monopolisti assoluti, negli ultimi 10 anni abbiano incassato circa 30.000 miliardi di dollari (!!!!) per assicurare le navi in giro per il mondo, tra cui quelle che passavano per Hormuz a costi elevatissimi perché zona di guerra (permanente).

Il vero obbiettivo (fantapolitico?) sarebbe quindi la City, e le famiglie che la controllano (i soliti nomi), sede del potere finanziario mondiale, secondo alcuni all’origine di tutti i conflitti e le malversazioni mondiali, non ultimi i fatti ucraini. Lo scontro tra USA e Iran servirebbe a tagliare fuori dagli approvvigionamenti energetici – e non solo – i Paesi europei che, costretti ad obbedire alla City e ad altri poteri, vogliono continuare – imperterriti emuli di Tafazzi – la tragica, deplorevole e “stupida”, secondo Trump, guerra in Ucraina. L’Europa potrebbe perdere petrolio e supporto NATO, e diventare il vaso di coccio negli equilibri mondiali: eventualità purtroppo paventata da molti. Il fatto che l’Amministratore Delegato dell’ENI De Scalzi abbia affermato (e questa non è fantapolitica), assieme a molti altri, che forse non sarebbe sbagliato ritornare a fornirsi del gas russo, dovrebbe far riflettere molto sui rischi che stiamo correndo. Bisogna anche considerare il fatto che tuttora Francia e Spagna ricevono gas russo, più altri Paesi dell’Est Europa. Ecco quindi delinearsi due schieramenti l’un contro l’altro armato.

Quindi, due visioni del Mondo allo scontro finale? Solo fantapolitica? Se poi questa ricostruzione si rivelasse vicina alla realtà, ecco che non sarebbe sbagliato proporre per l’Italia una rivoluzione pacifica, come da me in precedenza scritto (nel gennaio 2024), nel solco dell’illuminata e molto avanzata proposta fatta quasi un secolo fa da don Luigi Sturzo (CLICCA QUI).

(Tratto da www.politicainsieme.com)


1 Commento

  1. Non è fantapolitica ma una realtà che si avvicina a grandi passi , per quel che riguarda l’Europa ben aiutata dal duo Von der Leyen – Kallas, quelle che dicono sia giusto intromettersi nei paesi da poco democratici per evitare che non votino secondo i desiderata. Bell’articolo che dice cose vere e che altri analisti iniziano a raccontare allo stesso modo. Ma quello che mi stupisce sempre di più è l’apatia del cittadino medio verso temi che dovrebbero interessarlo molto da vicino come questo.
    P.S. ma a Torino però il 9 maggio si è tenuto in grande spolvero il corteo per la festa dell’Europa (chiedendo maggior potere di Bruxelles sui singoli Stati) guidato con ampi sorrisi dall’intellighenzia del PD locale e dove qualche vestale successivamente si è augurata che tale festa si ripeta e si migliori di anno in anno.

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