Gaza, situazione limite



Redazione    22 Maggio 2018       0

L'attenzione alle vicende politiche italiane con il difficile parto di un governo, rischia di mettere in ombra i gravissimi fatti di Gaza. “Rinascita popolare” è sempre stata interessata a quanto accade nel Sud del mondo, e non può essere silente in argomento. Ci limitiamo, tuttavia, a porre degli interrogativi dopo aver presentato dei dati oggettivi che inquadrano la situazione.

Che cosa succede a Gaza? “Israele difende i suoi confini”. “Hamas provoca Israele spingendo la gente comune a superare le frontiere dello Stato ebraico”. “Ci troviamo di fronte a dimostrazioni violente all'interno delle quali si nascondono i terroristi”. “C'è una sproporzione fra l'azione dei dimostranti che tirano sassi e i soldati israeliani che sparano e uccidono”. “Il reato di eccesso di legittima difesa vale anche per gli Stati”. “Assistiamo a un massacro inammissibile”. Sono questi i giudizi contrastanti che troviamo nei mezzi di comunicazione internazionali, mentre troppi governi (compreso quello italiano) tacciono. Non parliamo dell’Europa, inesistente (e noi continuiamo a rubricare proprio nella sezione EUROPA gli articoli di politica estera).

Per farci un'idea, cominciamo da che cosa è Gaza.

Si tratta di un territorio di 365 kmq con una popolazione (stima 2016) di 1.881.000 abitanti, con una densità di 5.153 abitanti per kmq, un numero che ha pochi eguali al mondo. Per dare concretezza percepibile al dato, facciamo un paragone con qualche cosa che conosciamo bene, come la Provincia di Torino (un territorio con una forte presenza umana): essa ha 2.278.000 abitanti su 6.827 kmq (densità di 334 abitanti per kmq).

Il territorio di Gaza è costituito da un lungo e stretto rettangolo di terra, di cui un lato a ovest è prospiciente al mare (controllato da mezzi navali israeliani), il lato a nord e quello lungo a est confinano con Israele e sono totalmente chiusi, insuperabili; il piccolo lato a sud-ovest è il confine con l'Egitto, anch'esso chiuso, pur se talora attraversabile tramite tunnel periodicamente distrutti da incursioni israeliane. Gaza è quindi un fazzoletto di terra, con quasi due milioni di abitanti, sotto assedio. Un territorio con pochissima terra coltivabile, con poca acqua, senza significative altre risorse, che sopravvive male solo grazie ad aiuti economici provenienti da organizzazioni internazionali e alcuni Stati.

Sentiamo talora dire che la colpa di tutto ciò è dei dirigenti palestinesi incapaci, di Hamas in particolare, e che se il territorio fosse gestito da politici responsabili, amici dell'Occidente, e quindi aperto a investimenti produttivi, potrebbe essere una sorta di Libano, vista la sua posizione sul mare. Bene, allora vediamo i dati del Libano: territorio 10.452 kmq, popolazione 4.966.000 abitanti, densità 475 abitanti per kmq. Basta confrontare le due densità, 5.153 e 475 kmq, per capire che certi discorsi sono senza senso.

Allora che cosa viene detto a chi vive a Gaza? State bravi, state tranquilli ed aspettate che nasca lo Stato palestinese grazie alle mediazioni internazionali. È questa una prospettiva lontana, simile ad un miraggio… Una risposta difficilmente accettabile, con Hamas o senza Hamas, perché la vita a Gaza è estremamente difficile.

Inoltre, lo Stato palestinese sarebbe la soluzione? Di questo ipotetico nuovo Stato, oltre a Gaza, farebbe parte la Cisgiordania con un territorio di 5.655 kmq e 2.935.000 abitanti (densità 519 abitanti/kmq). Lo Stato palestinese dovrebbe quindi avere una superficie di 6.020 kmq e una popolazione di 4.816.000 persone (densità 800 abitanti/kmq). Tuttavia parte della Cisgiordania non sarà restituita da Israele: Gerusalemme est e il territorio occupato dai 390.000 coloni, la zona più fertile e ricca di acqua. Quindi, se va bene, il nuovo Stato avrebbe una superficie di poco più 5.000 kmq. Ci sono inoltre i profughi dislocati in campi di vari paesi limitrofi, molti dei quali non hanno altra prospettiva di mutare vita se non il ritorno a casa.  Ne verrebbe fuori un Paese con una densità di popolazione troppo alta (almeno 1.000 abitanti/kmq), per giunta diviso in due tronconi e con un territorio dalle poche risorse. Difficilmente la situazione di chi abita a Gaza migliorerebbe.

Ci sono alternative? Sulla base dei numeri, la sola soluzione sostenibile sarebbe uno Stato che includa tutto il territorio della vecchia Palestina, sotto mandato britannico, in cui dovrebbero vivere i due popoli. Si tratterebbe di un territorio di 26.938 kmq con una popolazione di circa 13 milioni di abitanti avente una densità di 483 abitanti per kmq, elevata ma sostenibile anche tenendo conto delle avanzate capacità tecnologiche della popolazione israeliana. Certo c'è l'abisso di odio, di diffidenza tra i due popoli, ma c'era anche in Sudafrica. Eppure in quest'ultimo Paese sono riusciti nell'impresa.


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