Referendum: le ragioni del Sì e del No



Aldo Novellini    24 Febbraio 2026       1

Ad un mese dal referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, la contesa sta entrando nel vivo. E tutto - come spesso accade - avviene nel modo peggiore. La discussione nel merito, che pure non manca, viene ormai sovrastata quasi quotidianamente, da interventi scomposti in entrambi i campi e che vedono protagonisti persino figure istituzionali. Accuse spesso strampalate, non di rado offensive, in un ping-pong che non sappiamo se definire penoso o ridicolo.

Un contesto che, nonostante l'intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, temiamo possa ancora peggiorare e che certamente non risulta propizio a far chiarezza sul tema in gioco. Un tema - va pur detto - di non immediata percezione nelle sue complessive ricadute ma che, qualora inserito in un dibattito circostanziato, crediamo possa essere inteso nella sua esatta portata. Poi ci si può schierare. legittimamente, da una parte o dall'altra, ma almeno lo si farà in maniera consapevole.

Nel suo piccolo la nostra Associazione si è posta questo obiettivo. Proporre cioè un confronto tra i due schieramenti, senza alcuna pregiudiziale. Saranno le persone intervenute a trarre le dovute conclusioni. Una logica in linea con la nostra cultura, quella del cattolicesimo democratico, abituata a confronti anche aspri ma sempre lontani da qualsiasi facile demagogia.

Del resto – ben al di là dell'attuale referendum – ci sembra che pesi molto nel panorama politico odierno l'assenza, o se vogliamo l'indebolimento, di una cultura capace di dialogo e di rispetto dell'avversario. Un'assenza che emerge soprattutto nei momenti cruciali della vita pubblica ed istituzionale.

Abbiamo pertanto deciso di partecipare all'attuale dibattito sulla riforma restando fedeli all'impostazione che deriva dalla nostra identità. Lo faremo il prossimo 25 febbraio con un appuntamento il cui approccio ci piace definire “pacato e informato” sulle ragioni del Sì e del No.

All'incontro - previsto per mercoledì 25 febbraio alle ore 18, presso l'Educatorio della Provvidenza, corso Trento 13 - parteciperanno per il Sì l'avvocato e giurista prof. Mauro Ronco, presidente del centro studi Rosario Livatino, e per il No l'ex Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Torino, Marcello Maddalena, neopresidente dell'Associazione Rete Dafne Onlus. A moderare il dibattito – introdotto dal presidente della nostra Associazione, Franco Campia – sarà Alessandro Risso, direttore di Rinascita Popolare.

Un confronto che speriamo possa agevolare la comprensione di questa riforma in vista della scelta referendaria. Tra noi Popolari del Piemonte, fedeli al pluralismo che ci è connaturato, convivono entrambe le opzioni: quella dei favorevoli e quella dei contrari. Nessuna posizione precostituita. Auspichiamo però - e su questo tra noi c'è piena intesa - che vi sia una massiccia partecipazione al voto. Contro il dilagante astensionismo c'è più che mai bisogno di un soprassalto di vitalità democratica.

 

Sarà possibile seguire l'incontro con la diretta su Google Meet a QUESTO LINK.

Oppure seguire la diretta Facebook sulla pagina della nostra Associazione al link https://www.facebook.com/popolari.piemonte


1 Commento

  1. Ho partecipato con piacere all’interessante incontro tenutosi ieri sera , incontro bello, utile e costruttivo, ben gestito e moderato.
    Qualche riflessione: concordo con Alessandro Risso sul fatto che la maggior parte di chi era in sala aveva già una sua idea, ma non sempre è così, io ad esempio ero convinto che avrei lasciato scheda bianca, oggi invece darò il mio voto.
    Però … in quanti in Italia sanno di cosa si parla? Un referendum del genere è cosa assai complicata non è una semplice domanda tipo volete l’ora legale o l’ora solare. Dico questo perchè non dobbiamo dimenticarci che in Italia ci sono milioni di persone completamente avulse dalla realtà, vuoi per disinteresse oppure perchè troppo tifose. Faccio due esempi soltanto, vi invito ad ascoltare i primi 15 minuti della trasmissione La zanzara su Radio24-Il sole 24ore. Una trasmissione cult con milioni di ascoltatori, ebbene nei primi 15 minuti c’è il via libera dei microfoni aperti, i peggior epiteti, le peggior invettive, le peggior cattiverie e volgarità inimmaginabili sono equamente divise tra destra e sinistra, allora io penso: ma che valore può avere il voto di queste persone?
    Secondo caso, l’Italia è fatta anche da migliaia di piccoli comuni , quelli con meno di 5mila abitanti, che in realtà spesso sono comuni che vanno da 500 a 1500 abitanti, però la somma di tutti questi comuni assomma a circa 10 milioni di persone. Ma sapete qual è ancor oggi il pensiero preminente in questi comuni relativamente ai grandi temi? Ve lo spiego con un esempio reale successo a me mercoledì pomeriggio prima di venire a Torino. Passo al bar a prendere un caffè e qualcuno tra i presenti mi chiede “dove vai a quest’ora vestito così bene?” Io rispondo “Vado a Torino ad un convegno in cui si confrontano le ragioni del si e del no”. Il commento è stato: “ma fate furb, i giudici è ora che lavorino e si sbrighino a fare i processi, non pensare alle menate delle carriere”.
    L’Italia è anche questo per cui penso che qualsiasi sia l’esito, il risultato verrà usato esclusivamente in chiave politica per colpire l’avversario che ha perso.

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