La logica del “cortile di casa”



Giancarlo Infante    13 Gennaio 2026       1

E facciamola finita con questi “valori” dell’Occidente. Non è la prima volta che puzzano di petrolio. Quelli veri risalgono a tre secoli fa, al Montesquieu dei Diritti. Responsabile di un salto di civiltà che ha consentito al mondo di superare la logica dei regnanti assoluti che trascinavano i loro popoli in una miriade di guerre – e conseguenti carestie e pestilenze – solo in base alle loro brame di estensione geografica ed economica.

Circa 80 anni fa, con due fatti, il Processo di Norimberga e la successiva approvazione della Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo, si cominciò a gettare le basi di quello che chiamiamo oggi Diritto Internazionale. Quanto, cioè, fa da spartiacque tra la barbarie – in grado sempre di risorgere, a dispetto delle illusioni di chi crede nel Cammino dell’umanità come un crescendo inarrestabilmente positivo – ed il rispetto delle norme comunemente accettate da tutti i paesi del mondo che fanno parte delle Nazioni Unite.

Un ulteriore colpo di piccone è venuto a tutto ciò dall’azione militare ordinata da Donald Trump in Venezuela. Ancora una volta, Trump ha fatto il contrario di quello che ha sempre dichiarato. Dopo le sue campagne elettorali contro le “guerre ” e, persino, la critica contro i passati tentativi degli Stati Uniti di cambiare regime negli altri paesi, garantendo, invece, che avrebbe solo pensato all’idea della “America first”, ora addirittura “allarga” la sua Presidenza a quella del Venezuela. E ciò senza uno straccio di Risoluzione Onu che l’autorizzasse a questa sua personale forma di “esportare la democrazia”. Così come nessuno lo autorizza ad appropriarsi del petrolio dei venezuelani da affidare alla “major” statunitensi dell’oro nero. Il vero motivo che spiega il gravissimo atto compiuto. Cose su cui rifletteranno María Corina Machado e il resto delle opposizioni venezuelane che si ritrovano disprezzate e messe ai margini da Trump.

Trump ha fatto a Nicolas Maduro quel che non riuscì a Putin il 24 febbraio di quattro anni fa. Allorquando il Presidente russo provò a portare in catene Zelensky a Mosca, se non addirittura ad ucciderlo. È la logica del “cortile di casa” che torna ad imporsi e a farci tornare indietro di tre secoli. Pure in esplicita contraddizione – tutta americana – con le ragioni accampate da quei coloni che vollero l’indipendenza dalla casa madre britannica proprio in ossequio ai principi dichiarati da Montesquieu e da tutti gli altri padri delle moderne democrazie liberali.

Fa bene il Segretario generale dell’ONU a parlare di un “gravissimo precedente”. Anche se egli sa come tanti interventi decisi dall’ONU hanno, comunque, coperto altre infamie ed altri errori. Ma evidentemente neppure le recenti lezioni venute dall’Iraq e dalla Libia interessano molto gli inquilini di oggi della Casa Bianca. Guterres fa in ogni caso bene perché non si può lasciar spegnere completamente la fiaccola del Diritto. Ed anche perché questo “precedente” costituirà ulteriore motivo perché si vada sempre di più a seguire la logica dell’armamento inteso come unico elemento della deterrenza.

Anche per guardarsi dagli “amici” che, domani, potrebbero fare a te quello che oggi fanno ad altri. E questo vale, in particolare, per la Germania ed il Giappone. A maggior ragione, autorizzati a fare da sé e ad abbandonare la linea del disarmo degli ultimi 80 anni. Tornano alla mente le recenti dichiarazioni del Presidente cinese Xi Jinping nel chiedere che non vengano mutati gli equilibri emersi dalla Seconda guerra mondiale. E c’è solo da sperare sulla “saggezza” asiatica dei cinesi e delle loro millenarie capacità diplomatiche affinché quelle dichiarazioni restino solo degli auspici. Cosa saremmo in grado di dire se la Cina rompesse gli indugi e si prendesse oggi stesso Taiwan? Quale sorte di opposizione giuridica e politica saremmo in grado di opporre ad un eventuale simile gesto?

L’attacco al Venezuela – qualunque sia il giudizio, che certamente non può essere positivo sul sistema politico consolidato da Maduro – smonta definitivamente la scelta della via pacifica per la soluzione delle controversie internazionali, come recita l’art. 11 della nostra Costituzione e che fu a fondamento degli auspici del Jacques Maritain impegnato a scrivere la Dichiarazione sui Diritti umani.

E così si dimostrano davvero miopi quanti non hanno la forza e il coraggio di condannare pienamente, e con fermezza, quest’ultima azione di Trump. Essa, infatti, dev’essere considerata sia per il suo fatto in sé, sia per le conseguenze che potrebbe portarsi dietro con la conclamata ufficializzazione della parola d’ordine “ognuno per sé”. E davvero è poco credibile – come dichiara invece Giorgia Meloni, anche su questo diventata “portavoce” ufficiale di Trump in Europa – la tesi che il Venezuela costituisse un pericolo da cui gli americani dovessero difendersi. E per cortesia, non parliamo noi di dittatori criminali. Abbiamo persino rilasciato… Almasri. Mentre continuiamo a trafficare con ogni sorta di regime vessatorio presente al mondo.

(Tratto da www.politicainsieme.com)


1 Commento

  1. Molto lucido e realista, ovviamente amaro, ma così è… almeno se ne prende atto ed è già molto perchè purtroppo nel nostro Paese la maggioranza è entusiasta soltanto dalle notifiche anche le più strampalate che arrivano sui loro social.

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