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Le cose da fare al governo
 
di Franco Maletti
 

In questo fine campagna elettorale turbolento e caotico come non mai, ritengo non inutile fare alcune brevi sottolineature affinché i futuri vincitori delle elezioni non rischino, nell’ubriacatura della vittoria, di perdere il controllo delle priorità sulle cose da fare.

EUROPA. Basta con gli egoismi nazionali e forme di dumping sociale e finanziario. Occorre lavorare perché ogni Stato rinunci ad una parte della propria sovranità nazionale (meno sovranità e più solidarietà) rendendo progressivamente omogenei per tutti i cittadini d’Europa il sistema fiscale, il sistema pensionistico, il welfare, la sicurezza, l’assistenza sanitaria, la difesa, i contratti di lavoro di categoria e minimi retributivi relativi. Eliminando sprechi e doppioni causati da un antistorico senso di difesa della identità nazionale di ciascuno.

PER QUANTO RIGUARDA NOI. Nei momenti straordinari di crisi bisogna superare il pericolo che il nuovo art. 81 della costituzione sul pareggio di bilancio diventi un ostacolo al superamento della crisi stessa, soprattutto se il principio viene applicato in modo becero e alla lettera in difesa della propria onorabilità. Invece di fare i “tagli lineari” cominciare a fare il taglio dei dirigenti inadeguati a coprire il ruolo che ricoprono: ma che sono sempre pronti a dare la colpa agli altri. Stabilire per i lavoratori una retribuzione minima contrattuale garantita per legge, a prescindere da accordi e contratti di lavoro. Nella scuola coinvolgere attivamente anche i genitori nei processi educativi dei figli. Aumentare i contributi all’INPS inglobando i fondi pensione al fine di eliminarne i relativi costi gestionali. Attivare rigorosi controlli periodici su ogni tipo di invalidità del lavoro (in particolare INPDAP). Stabilire una normativa che obblighi all’assunzione obbligatoria di anziani per i lavori meno faticosi e sedentari. Stabilire sanzioni severe per i datori di lavoro che utilizzano il precariato per fare turnover speculandoci su. Nella dichiarazione dei redditi detraibilità delle somme che i genitori devolvono ai figli disoccupati e/o privi di reddito. Licenziare tutti i dirigenti incapaci e lottizzati che hanno avuto il posto assegnato e garantito dai partiti. Sul piano della riduzione dei costi assistenziali utilizzare nell’assistenza agli anziani i lavoratori in cassa integrazione e gli over 55 che hanno difficoltà a trovare lavoro anche per le loro ridotte capacità fisiche.

INOLTRE. Subito una nuova legge elettorale. Uno Statuto dei Partiti (pena il loro scioglimento) che ne imponga la realizzazione “su base democratica” come prevede la Costituzione. Una legge sul conflitto di interessi (che non riguarda il solito Berlusconi ma tutti coloro che operano in politica a ogni livello). Una legge antitrust in particolare per quanto riguarda i settori dell’informazione a cominciare dalle televisioni. Una legge sul falso in bilancio che lo ridefinisce “reato”.

INFINE UNA PROPOSTA SULLA GIUSTIZIA. Stabilire una “corsia preferenziale” per i processi nei quali sono coinvolti i politici stabilendo dei tempi molto ridotti. Dopo la sentenza di primo grado stabilire nel caso di condanna la decadenza immediata da ogni carica elettiva e la interdizione dai pubblici uffici almeno fino a quando i successivi gradi di giudizio non stabiliscano la eventuale innocenza del condannato. Vantaggi: mantenimento dell’ordine pubblico, riduzione temporale minima alle strumentalizzazioni, condanna dei “furbi” che continuano a ricoprire la carica e che, grazie a buoni avvocati lautamente pagati, prolungano i processi a tal punto da arrivare alla prescrizione, magari lamentandosi pure dei magistrati che fanno politica “a orologeria” o del sistema giudiziario che non funziona.


giuseppe cicoria - 2013-02-25
Con questi partiti e politici non si potrà mai fare niente delle belle cose che dici. Il sistema nostro si può cambiare solo con una rivoluzione o ribellione generale che si può attuare anche in modo non cruento ma democratico, utilizzando in maniera appropriata proprio le leggi antidemocratiche volute da tutti sul sistema elettorale. Provate ad osservare meglio le organizzazioni populiste che forse interpretano meglio ciò che i cittadini desiderano. Quando più i vituperi vengono scagliati su di essi tanto più ritengo siano da valutare i loro programmi.Vuol dire che la paura incombe!
Arnaldo Reviglio - 2013-02-22
Concordo con quanto indicato, anzi lo spero. Ma non è sufficiente. E il problema del lavoro? E la salvaguardia dell'ambiente, la prevenzione del dissesto idrogeologico, l'adeguamento sismico, la cosiddetta green economy, la mobilità sostenibile e una prevenzione seria dell'inquinamento nelle città, la sanità, il welfare, il turismo sostenibile, la cultura, il dar fiato agli Enti locali sbloccando il patto di stabilità, il rilancio delle piccole opere e la riconversione del TAV così come attualmente concepita, opera assurda perchè inutile, devastante ambientalmente enormemente costosa? Le alleanze: tutti coloro che sono di buon senso ed operano per il vero bene comune e non per il mondo degli affari. E nel nuovo Parlamento penso siano in tanti, nel M5S, in Rivoluzione civile, in SEL, in Centro Democratico e tra di noi Democratici a cominciare da Stefano Lepri, da Francesca Bonomo e da Davide Mattiello.
Aldo Cantoni - 2013-02-21
Caro Maletti, alle tue condivisibili opinioni manca una conclusione che indichi come ottenere una forza politica disponibile a sostenerle e come far ottenere alla medesima la maggioranza sufficiente. Per il resto OK.