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La pietra di Castagnetti
 
di Alessandro Risso
 

Pier Luigi Castagnetti, rilasciando a “La Stampa” dell’8 ottobre un’intervista in cui ammette il fallimento della generazione di dirigenti cattolico-democratici che ha avuto responsabilità politiche nel ventennio berlusconiano della seconda Repubblica, ha lanciato un pesante sasso nello stagno del nostro mondo di Popolari. Non uso il termine “ex popolari”, perché credo che il popolarismo mantenga grande vitalità culturale per interpretare anche il mondo presente; si può essere “ex militanti” di un’esperienza storica di partito ormai conclusa, ma le idee si mantengono vive e attuali.
Le idee camminano però con le gambe delle persone. E dobbiamo ammettere, con il rispetto dovuto a tutti coloro sono stati punto di riferimento politico dei cattolici democratici, che di “cavalli di razza” in questi ultimi anni non se ne sono più visti, una volta terminata l’epoca dei Donat-Cattin, Martinazzoli, Bodrato. Per non risalire a Sturzo, De Gasperi, Dossetti, Moro.
Castagnetti è stato l’ultimo segretario politico del nuovo PPI rifondato da Mino Martinazzoli, ha guidato la confluenza del partito nella Margherita, ha condiviso la successiva nascita del PD, di cui è ora un parlamentare uscente. Uscente nel senso che da tempo ha annunciato la conclusione della sua diretta esperienza politica. Uno dei pochissimi nella calca di chi aspira alla riconferma. C’è chi ha commentato che, avviato verso i 68 anni e con una ricca pensione da parlamentare nazionale ed europeo, il “bel gesto” gli costa anche poco. Ma la sua uscita non può essere liquidata con fastidio, e merita una riflessione approfondita.
Qui su “Rinascita popolare”, oltre ad allegare in calce l’intervista a Castagnetti, ospitiamo gli interventi di Guido Bodrato, Stefano Lepri e Giorgio Merlo, e forse altri ne seguiranno. Tutti coloro che vogliono dire la loro possono farlo commentando i vari articoli o inviandoci il loro contributo.

Documento

un vecchio langhetto - 2012-10-15
More solito la discussione si vivacizza su un'intervista di Pier Luigi Castagnetti o su quanto ha scritto Vera Schiavazzi su una presunta, e poi precisata, scelta di Guido Bodrato a favore dei due contendenti alle future primarie del partito democratico, ma le cose di sostanza passano inosservate. Alcuni giorni fa un quotidiano ricordava correttamente che nel 1994 Mino Martinazzoli rifiutò l'alleanza elettorale con Rifondazione Comunista e i compagni di cordata. Oggi nessuno ha espresso una parola sull'accordo fatto dal segretario Bersani con la Sinistra di Vendola. Non mi interessa conoscere se tale alleanza discende o meno da un deliberato degli organi del partito. Mi permetto solo ricordare in punto quanto le vicende del passato insegnino e come siano finite le esperienze delle vittorie elettorali del centro-sinistra. E mi farebbe piacere leggere qualche discussione sulla consonanza o meno del programma di Vendola con le ormai cristallizzate opinioni di coloro che si richiamano al popolarismo. Non posso, infatti, dimenticare che la funzione della politica o della prepolitica è anche quella di informare e di "educare" al fine di coinvolgere coscientemente su un progetto o su un programma il maggior numero di persone, e non solo quello di optare per convenienza personale su una scelta dettata dall'alto. Quanto era bella la nostra sommessa critica al "centralismo" dei nostri amici di Botteghe Oscure.
fernando ricciardi - 2012-10-15
"DOVE SONO I CATTOLICI?" Ho letto con attenzione e ritagliato dalla "Stampa" l'articolo-intervista a Pier Luigi Castagnetti. Indipendentemente dagli interventi di amici popolari su "Rinascita" cerco di portare un piccolo contributo con qualche osservazione al riguardo. Le generazione di cui più o meno faccio parte anch'io ha fallito perchè non è riuscita a lasciare ai giovani un mondo migliore di quello che abbiamo trovato noi; sono parole dette più volte da Castagnetti che condivido. Quando si parla di impegno dei cattolici in politica dobbiamo però tenere conto che in passato la politica (DC) ha goduto dell'impegno della Chiesa. Quanti amici sono nati negli oratori e poi si sono avvicinati alla politica avendo alle spalle una solida base e molti valori. Di questi tempi, non disponiamo più di queste risorse perchè oltre ad altri motivi, la Chiesa (a parte qualche rara eccezione) è molto più impegnata nelle cose terrene che in quelle spirituali. Bisogna arrangiarsi con quello che passa il mercato? - Renzi?. La politica ha le sue colpe a cominciare dalla DC che si è sempre schierata a difesa della famiglia senza però partorire nessun progetto concreto. A seguire, non voglio citare altri esempi ma ricordo a caso la mancata approvazione della legge sul conflitto di interessi. Si deve sicuramente ripartire ma è doveroso ripartire dall'onestà e dalla qualità che non hanno nulla a che fare con l'età anagrafica e non sono rottamabili. Grazie per l'attenzione