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Calderoli senza veli
 
di Alexis de Tocqueville
 

Il cambio di governo ha determinato alcune evidenti metamorfosi. Tra le più significative, ha permesso alla Lega Nord di ritrovare finalmente la sua vera dimensione. Basta con un forzato abbozzo di stile e moderazione, come si conviene a chi ha responsabilità di governo. Basta con la frequentazione dei Palazzi del potere romano. Insomma, basta con l'ambiguità tra "partito di governo" e "partito di lotta". Solo partito di lotta, e di lotta dura. Contro il governo tecnico, il "governo delle tasse": certamente un buon bersaglio da additare agli Italiani alle prese con nuovi e pesanti sacrifici. Più difficile per i "padani" riprendere gli slogan contro la casta e "Roma ladrona", dopo la lunga frequentazione di questi anni.
La Lega sta cercando di rifarsi una verginità da duri e puri. Peccato che abbia condiviso responsabilità di governo dal 2001 al 2006 e dal 2008 al 2011, facendosi però ricordare solo per la supina difesa di Berlusconi e dei suoi affari. E per un presunto, confuso e futuribile federalismo fiscale, dopo anni di governo che hanno mortificato e paralizzato gli enti locali. Vedremo se il tentativo di cavalcare il malcontento arriderà al Carroccio o troverà altri sbocchi.
Per intanto registriamo la ritrovata esuberanza dello stato maggiore leghista (Maroni escluso: lui stava meglio al governo). Chi più ha tratto giovamento dal ritorno all'opposizione è Roberto Calderoli. No, non Bossi. Il leader maximo, una volta passato in minoranza, non ha poi cambiato più di tanto lo stile che lo contraddistingue da tempo, quello da dito medio e pernacchie, per intenderci. E, a ben vedere, le corna e gli insulti rivolti al Presidente Napolitano non peggiorano più di tanto un trend negli anni lineare. L'Umberto è ormai un patetico caso umano, realisticamente riprodotto nella parodia televisiva di Maurizio Crozza. C'è solo da decidere se è più triste vederlo solo su una panchina mentre tenta di attaccar bottone con un passante (versione Crozza) oppure attorniato da pretoriani e avvinazzati sotto il tendone di una sagra, mentre cerca di strappare una risata sparandole sempre più grosse.
Invece l'ex ministro della Semplificazione amministrativa, lo statista del federalismo fiscale, è rifiorito con una vitalità sorprendente. Si è tolto un peso. Come un'educanda costretta per anni in collegio a sopportare regole rigide e repressive che fugge spogliandosi dell'uniforme per raggiungere una comunità di hippies, con spinelli a go-go e amore libero. Così Calderoli si è scatenato nelle prime settimane di opposizione. Rimessa la camicia verde (con un improponibile cardigan bianco-verde), rispolverato tutto l'armamentario della "Padania", con prospettive di secessione compresa, si è distinto per minacce a Monti ("verranno a prenderla a casa"), esibizione di striscioni alla Camera e prolungata suonata di fischietto da farlo diventare paonazzo: neppure dopo la settima birra alla "Berghem fest" è stato visto così su di giri. Forse è un po' confuso, avendo definito Berlusconi "utile idiota" (nella coppia di governo PDL-Lega si potrebbe discutere chi era il furbo e chi il fesso...) e Napolitano "come Cetto Laqualunque" (dovrebbe conoscere bene Scilipoti...). Ci farà ancora divertire, statene certi. Fuori dal governo è meno condizionato e si scatenerà al massimo. Ha anche meno possibilità di far danni. Gli Italiani per il momento si possono accontentare.

Della rubrica FARDELLI D'ITALIA


giuseppe cicoria - 2012-01-05
Sembra stiamo parlando di cabaret. Invece è una situazione maledettamente seria. Questi stanno ripetutamente violando le leggi italiane e man mano aumentano la loro politica aggressiva ed EVERSIVA. Quando la magistratura si sveglierà e cercherà di assicurare qualcuno di questi figuri alle patrie galere? Non si può sempre fare affidamento sulla convinzione che prevalentemente il loro elettorato è costituito da vecchi rimbambiti e rancorosi ma innocui. Aspettiamo forse che qualche sparuto loro "giovane" si organizzi per fare qualcosa di grave?
Gian Franco Ambiel - 2012-01-04
Non ho parole per commentare personaggi così SQUALLIDI E APPROFITTATORI, che, fino a quando il potere li ha portati al massimo, pur covando il fuoco sotto la cenere, erano convinti di essere arrivati anche loro a sedersi sugli scanni piu' prestigiosi nella capitale "Roma ladrona". Perso il "prestigio" sono diventati peggio degli squadristi al tempo del ventennio.