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Una firma per rilanciare il PD
 
di Alessandro Risso
 

È stato diffuso il manifesto politico “Per il Domani del Partito democratico”, aperto all’adesione di chi si riconosce nei suoi contenuti. Il documento è allegato in calce all’articolo.

Il titolo è ovviamente provocatorio. Magari bastasse una firma per far uscire il Partito democratico dalle secche in cui è impantanato. L’ambizioso progetto di costruire una “casa” per i riformisti italiani, cui ha aderito la gran parte dei cattolici democratici, avanza a fatica per incertezze nella linea politica e continue divisioni, per lo più dovute a esigenze di visibilità politica e convenienza personale. L’eterna diatriba tra D’Alema e Veltroni è diventata stucchevole, ma è la punta dell’iceberg. Per limitarci ai Popolari in ambito nazionale, chi di noi militanti – per non parlare degli elettori PD – saprebbe spiegare le differenze di posizione politica tra Franceschini, Bindi, Letta, Marini e Fioroni?
La frammentazione delle leadership aggrava la difficoltà di fare sintesi delle proposte politiche. Per fare un esempio, esprimendo al proprio interno almeno 4/5 posizioni diverse sul sistema elettorale, il PD ha avuto sulla raccolta firme per il referendum anti “porcellum” un atteggiamento incerto e politicamente debole. Vi è una vasta fascia di elettori che non vedono ancora nel partito un punto di riferimento compiuto e convincente. O che non lo vedono più, come indicano i numeri: tra il 2008 (politiche) è il 2010 (regionali) il PD in Piemonte ha preso 384.000 voti in meno. Gli astenuti tra le due elezioni sono aumentati di 485.000 unità. Le amministrative parziali di quest’anno, in piena crisi di credibilità di Berlusconi e di tutto il centrodestra, sono state vincenti per il PD, ma in un clima di astensionismo crescente. E molti militanti e amministratori stanno perdendo fiducia nelle prospettive del partito, incapace di un colpo d’ala che ne rilanci il progetto.
Il valore e i valori del Partito democratico sono stati condensati in un manifesto politico che si intitola “Per il Domani del Partito democratico”. Vuol essere una base di discussione e aggregazione per tutti coloro che credono nel progetto PD e pensano sia necessaria una nuova fase. La proposta di questo “documento aperto” nasce in quel “laboratorio politico” che è Torino con la sua provincia. È promossa da un gruppo di amministratori locali e iscritti al PD che hanno radici comuni nel popolarismo democratico di ispirazione cristiana. E si rivolge a tutto il partito, alla base degli amministratori, degli iscritti, dei simpatizzanti. Anche a quelli che, dopo un periodo di iniziale fiducia e impegno, si sono poi messi un po’ in disparte, delusi per divisioni, carenze o incertezze di percorso.
Chi si riconosce nelle idee del manifesto, deve solo sottoscriverlo. Può farlo scrivendo a perildomani@perildomani.it, indicando nome e cognome, indirizzo (almeno il Comune), l’eventuale ruolo amministrativo ricoperto attualmente o in passato, e infine se elettore o iscritto o dirigente locale del PD.
Questa iniziativa è patrimonio di tutti coloro che aderiscono. Chi la ritiene valida, può diffondere il documento ad altre persone che pensa possano essere interessate. È il tentativo di partire dal basso per riuscire a volare un po’ più alti e dare una svolta. Non sappiamo come andrà a finire, ma almeno proviamoci.

Documento

Lorenzo Crivellaro - 2011-10-14
Sono in linea di massima concorde con il documento.
Andrea Pautrè - 2011-10-11
Presa visione dei contenuti del manifesto, dichiaro la totale adesione agli stessi sottoscrivendoli in toto e dando sinora la mia disponibilità a partecipare a qualsiasi iniziativa in favore della diffusione dei pricipi e dei valori in esso contenuti.
Rodolfo Buat - 2011-10-09
Mi riconosco nelle idee del manifesto e anche nell’iniziativa di diffonderlo e promuoverne l’adesione.
Beppe Mainardi - 2011-10-09
Sottoscrivo il documento e desidero rafforzare il concetto di coerenza, sobrietà e spirito di servizio della dirigenza. Sono questi i comportamenti attesi dalla dirigenza di un partito (soprattutto se popolare) per confermare, con i fatti, i principi e gli ideali di chi è impegnato a gestire la vita pubblica. Anche nel PD qualche paletto non sarebbe di troppo.
Enzo Galizia - 2011-10-09
Ho fiducia in Alessandro e condivido quasi tutto il documento. Per Lanzo c'è bisogno di ritrovare i giovani. E un po' di entusiasmo. Auguri!
franco maletti - 2011-10-08
Sottoscrivo il documento. Ma come fare con quei Circoli che si sono autoghettizzati attraverso consorterie che ruotano attorno all'amministratore di turno che ha monopolizzato la scena? Come fare con certi berluschisti di sinistra che non accettano il dialogo e considerano qualunque voce dissonante come un attacco al monolite che hanno costruito? Come fare a spiegare loro che non sono "il Partito Democratico sul territorio" e, come tale, escludente chiunque altro voglia farne parte (a meno che si accetti, ovviamente, un ruolo passivo di ascolto e di "presa d'atto" delle decisioni che cadono dall'alto?) Io non mi sento, come iscritto al PD, di continuare a dare al mio Circolo l'alibi di una struttura democratica aperta all'ascolto: quando invece è composta da gente permalosa ed evidentemente paurosa anche della propria ombra. Sto maturando l'idea di non rinnovare la tessera.
Gianfranco Andrianopoli - 2011-10-08
Per essere sincera, autentica e credibile forza di governo, il PD necessita di un rinnovamento che non ammetta altri percorsi al di fuori di quelli specificati nel Documento, che costituisce la sintesi di tutto ciò che la parte più aperta e socialmente avanzata del cattolicesimo auspica, sentendolo profondamente suo.
beppe baricada - 2011-10-07
Anche nel PD è ormai imperante il personalismo di stile berlusconiano, dove conta solo chi ha incarichi (vedi eletti ed amministratori), ormai è solo una difesa personale e di casta infatti nessuno, concretamente si impegna a ridurre i privilegi acquisiti e lascia spazio agli altri ma anzi pensa al suo futuro e dei suoi accoliti. Per questo aumenta il disagio e la disaffezione rispetto alla politica intesa, credo ancora per molti, come servizio. Un segno forte sarebbe che chi ha incarichi di qualunque tipo rinunci al 50% degli indennizzi. In questo periodo pre elettorale di Grugliasco ho sentito molti, purtroppo anche giovani, che sono disponibili a candidarsi per uno stipendio perchè senza arte e parte, e quindi nella politica cercano una soddisfazione economica. Tutti generali, nessun soldato; e gli organi di partito stanno zitti perchè così, ancora per un po' galleggiano.