Stampa questo articolo
 
Commissariati
 
di Alexis de Tocqueville
 

È sorprendente che i due maggiori quotidiani italiani “Corriere della Sera” e “Repubblica” siano usciti con due editoriali in fotocopia. È capitato domenica 7 agosto 2011, autori due pezzi da novanta assai diversi politicamente. Uno è Eugenio Scalfari, fondatore di “Repubblica” e maitre à penser della sinistra laica. L’altro Mario Monti, economista presidente della Bocconi e commissario europeo dal 1994 al 2004, che molti vedrebbero bene come leader di un centrodestra liberale ed europeista. Se però l’Italia non fosse lo strano Paese in cui prevale la destra populista, corporativa e affarista che poco apprezza le persone serie.
Ebbene, le due autorevoli firme hanno espresso lo stesso concetto: l’Europa ha imposto al governo italiano l’anticipo della manovra economica per tentare un argine alla crisi. Berlusconi e Tremonti sono stati di fatto “commissariati”dalla Banca centrale europea spalleggiata da Germania e Francia, impaurite dal possibile crollo dei titoli di Stato italiani. Abbiamo dovuto veder crollare la Borsa, con perdite a due cifre, per richiamare il duo di governo dalle vacanze e sentirci finalmente dire che siamo sull’orlo del baratro. Finora ci avevano raccontato la storiella del Paese di bengodi, messo in cattiva luce dalle bugie catastrofiste dei comunisti e dei loro giornali. Finora avevano minimizzato l’effetto dei tagli (80 miliardi di euro, pari a 158.000 miliardi di lire, quasi il doppio della storica “manovra Amato”) posticipandolo di un paio d’anni, per giocare con gli interessi della bottega partitica confezionando un grazioso regalino di “benvenuto al governo” per il povero Bersani. Finora ci avevano detto di essere i paladini delle imprese italiane (vedi Alitalia difesa dai francesi, al modico costo di 5 miliardi pagati dal contribuente italiano…) e avevano vissuto l’Europa con fastidio, come l’ennesimo giudice che vuole ficcare il naso nei conti di casa.
Persino Bossi, un altro antieuropeista della prima ora, si è convertito sulla via di Bruxelles, e richiesto di un giudizio ha risposto cinicamente: “Commissariati? Basta che la BCE compri i titoli italiani”.
Berlusconi invece non ha fatto parola. Lui di “commissariati” preferisce non sentir parlare.

Della rubrica FARDELLI D’ITALIA


Marco Bevilacqua - 2011-08-10
Mario Monti è per me la persona ideale per guidare un governo di Unità Nazionale, oltre la sinistra e la destra, un governo di grandi riforme. Prima fra tutte la riforma fiscale, una riforma giusta, equa e solidale, con una lotta seria a evasione e corruzione, riforma essenziale per saldare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni.
Astrea - 2011-08-09
"Jigoku-no sata mo kane shidai" è un antico aforisma giapponese che tradotto vuol dire: "Perfino le sentenze dell'inferno, il denaro le accomoda". Peccato che, per compensare i guasti della mafiocrazia berlusconiana, anche stavolta il denaro usato sarà quello di tutti noi e preso direttamente dalle nostre tasche.