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Il baciamano a Gheddafi
 
di Alexis de Tocqueville
 

Siamo uomini di mondo e sappiamo bene che la ragion di Stato obbliga spesso chi governa all’uso dell’ipocrisia. Fior di dittatori sono ricevuti con tutti gli onori in tante capitali di nazioni democratiche: interessi strategici ed economici, commesse miliardarie per forniture energetiche o militari o per grandi infrastrutture giustificano il fatto di dovere far buon viso a cattivo gioco. Tralasciando la difesa di buoni princìpi, diritti umani e via cantando.
Chi si indigna con la Cina per l’oppressione in Tibet? Meglio ricevere di nascosto il Dalai Lama piuttosto che rompere i rapporti con il primo mercato mondiale.
Quindi occorre avere un occhio benevolo anche con il Presidente del Consiglio italiano quando riceve leader discutibili come Putin, Lukashenko o Gheddafi. Già, Gheddafi: il nemico di oggi, ma solo sette mesi fa accolto a Roma con tutti gli onori. E giustifichiamo la parata militare, la tenda beduina a Villa Pamphili, la platea di modelle per la lezione sull’Islam, la pazienza con un ospite più capriccioso di una rockstar. Giustifichiamo pure le invettive antitaliane risalenti alla campagna del 1912 e le foto sul bavero degli eroi libici che combatterono l’invasore italiano. Quello che non riusciamo però a capire è il baciamano. Perché Berlusconi ha baciato le mani al Raiss? Un omaggio che potrebbe riservare al Papa, volendogli riconoscere una statura morale che trascende la rappresentanza dello Stato vaticano. Perché a Gheddafi? È solo servilismo verso il ricchissimo vicino? Ma a Berlusconi non servirebbe di più dimostrarsi lo statista che dice di essere (anche meglio di De Gasperi) piuttosto che un adulatore di scarsa dignità? No, non trovo giustificazioni razionali a quel baciamano.
Rimangono due ipotesi.
Una è cattiva: qualche maligno pensa di trovare risposta in vecchie usanze siciliane, tramandate da Dell’Utri. La Sicilia è prossima alla Libia, e il Cavaliere deve aver pensato che il “Baciamo le mani” potesse fare colpo anche su un capotribù dell’altra sponda del Mediterraneo.
La seconda è maliziosa: Berlusconi ha avuto un incontrollabile impeto di riconoscenza verso il Raiss, che gli ha prestato per la notte una decina delle sue “amazzoni”.
Di tutte le ipotesi, in questo strano Paese siamo ridotti a sperare che sia vera quest’ultima.

Della rubrica FARDELLI D’ITALIA