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Ciao Franco, testimone appassionato e coerente
 
di Enrico Borghi
 

Franco Fornara, ex presidente della Provincia di Novara negli anni ’80, si è spento martedì 13 ottobre, all’età di 78 anni, nella sua Pettenasco, il paese sulle rive del lago d’Orta di cui era stato anche apprezzato sindaco. La nostra Associazione perde un altro degli amici più appassionati e coerenti, un popolare vero. Lo ricordiamo pubblicando il ricordo che ne tratteggia Enrico Borghi.

La notizia della scomparsa di Franco Fornara non può non provocare emozione in chi ne ha conosciuto l'impegno sociale, culturale e istituzionale e in coloro – tra i quali mi annovero – che ne hanno condiviso l'esperienza politica.
Con Franco scompare una figura coerente, lucida e appassionata della storia del cattolicesimo democratico novarese e piemontese, cresciuto dentro la traiettoria delle grandi trasformazioni del Novecento con il costante riferimento allo sforzo di tradurre sul piano della "Città dell'Uomo" la propria ispirazione religiosa e il proprio credo evangelico.
La sua strada è stata quella di moltissimi giovani della sua generazione, arrivati alla maturazione all'indomani di una guerra tremenda e dentro un Paese diviso da una tensione ideologica rilevante. Dall'Azione Cattolica agli anni del Concilio, dall'impegno nella Democrazia Cristiana cresciuto agli ideali della "sinistra sociale" di Pastore fino ai primi impegni istituzionali che lo porteranno fino alla presidenza della Provincia di Novara a cavallo degli anni '80, dallo sforzo per il rinnovamento dell'azione politica dei cattolici all'interno della DC alle scelte che lo collocheranno stabilmente e senza indugi sul versante del centrosinistra nella cosiddetta "seconda Repubblica" dentro le esperienze dell'Ulivo (di cui sarà il combattivo candidato al Senato nel 2001), del popolarismo e della Margherita, fino ad approdare naturalmente al Partito Democratico.
Ma le tappe della vita politica e istituzionale di Franco Fornara non sarebbero comprensibili senza conoscerne, e renderne nota, la passione morale e culturale e la disponibilità a pagare di persona il prezzo delle proprie idee che furono una costante della sua azione.
Coerenza e disponibilità che gli impedivano la rincorsa ai giochi di palazzo, alle trappole di corte, ai giochi di fronda dei quali troppo spesso è caratterizzata la politica nelle sue fasi deteriori, alle quali Franco sostituiva – e invitava altri a farlo – l'impegno per un ideale, la correttezza dei rapporti tra le persone, la battaglia leale sul campo. Alla politica con la "p" minuscola sostituiva la sua accezione più alta, di servizio alla Polis.
Mancheranno a molti i suoi consigli, ma anche la sua disponibilità a testimoniare sul campo, con le opere e non solo con la parola, quei principi e quei valori nei quali credeva e per i quali ha speso intelligenza, impegno e anni di vita.
Lo sforzo costante al rinnovamento e all'adeguamento – per dirla con un leader politico da lui amato e apprezzato, Aldo Moro – ai "tempi nuovi che si affacciano" erano una costante del suo agire, contrapposta al pigro conservatorismo e alla sopravvivenza giorno per giorno che lui indicava come una delle malattie di chi possiede il potere e ne fa uso solo per perpetuare la propria presenza anziché per rendere un servizio di modernizzazione, di cambiamento e di giustizia per la comunità che ti ha scelto con libere e democratiche elezioni.
Anche per questo, in questi "tempi nuovi" che viviamo, ci mancherà. Perché lo sforzo e la disponibilità al cambiamento, al rinnovamento – anzitutto di se stessi, per poi proporlo agli altri – e allo slancio al futuro costituiscono le caratteristiche migliori di un'esperienza come la sua, che sarà ricordata a lungo non solo nelle terre del suo Cusio, ma in tutto quel territorio del Novarese e del VCO che lo vide impegnato strenuamente come amministratore onesto e preparato e come politico appassionato e coerente. Ma il suo esempio e la sua azione sapranno essere un punto di riferimento per tutti coloro che lo hanno conosciuto, e da lui hanno appreso la lezione del servo inutile del Vangelo, che spende e fa fruttare i suoi talenti anziché nasconderli, rendendo in tal modo testimonianza alla propria fede attraverso l'aiuto al proprio prossimo.
Anche per questo, ciao Franco. E grazie di tutto.


Gian Franco Ambiel - 2015-10-20
Nella tristezza per la dipartita dell'Amico Franco, Vi ringrazio per il Vostro ricordo.
Armando Santinato - 2015-10-16
Ringrazio di questo ricordo e prego.
Laura Filiberti - 2015-10-15
Bellissimo ricordo di una persona, la cui storia è quasi identica a quella di mio padre, scomparso purtroppo 4 anni fa: stessa origine, stessi ideali, stessa storia e stessa coerenza. Ci saranno ancora uomini così?