Stampa questo articolo
 
Torino ricorda Sturzo
 
di Alessandro Risso
 

“Torino dimentica Sturzo”: così scrivemmo a inizio agosto del 2012 su questo sito, lamentando che uno dei più grandi leader e pensatori politici del Novecento non fosse ricordato nella toponomastica della Città di Torino.
E con Guido Bodrato indirizzammo poche settimane dopo una lettera al presidente del Consiglio comunale Ferraris, ai capigruppo e al sindaco Fassino avanzando formale richiesta al fine di intitolare al fondatore del Partito popolare un idoneo segmento viabile. Ricordammo anche che proprio a Torino si svolse nell’aprile del 1923 il Congresso del PPI che approvò la linea di Sturzo di non collaborazione con il Partito Fascista al governo, scelta che mise nel mirino di Mussolini il leader popolare, costretto in pochi mesi a lasciare la guida del partito e a partire per l’esilio. Procedendo a una intitolazione si sarebbe colmata una lacuna per la Città di Torino, in cui sono ricordati gli altri grandi politici suoi contemporanei come Giolitti, Gobetti, Gramsci, Salvemini, Turati, Nitti e Croce.
Sono passati diversi mesi, ma qualcosa nel frattempo si è mosso. Ed è arrivato il gran giorno: venerdì 13 giugno, alle ore 11, si terrà l’intitolazione del nuovo “corso don Luigi Sturzo”. Questo sarà per il futuro il nome del trafficato asse viario – oggi prosecuzione di Lungo Stura Lazio – che dal ponte diga sul Po arriva sino a piazza Coriolano in Borgata Sassi. Ritengo si tratti di una scelta appropriata per ricordare il fondatore del Partito Popolare Italiano, uno dei primi Senatori a vita della Repubblica Italiana, campione della democrazia e della laicità, paladino delle Autonomie locali, fiero e coerente oppositore dei totalitarismi e della dittatura fascista.
Sarà anche un’occasione per ritrovarci insieme e per dimostrare che c’è ancora qualcuno in terra subalpina che riconosce, e cerca di tenere vivi e attuali, i valori del popolarismo.
Arrivederci a venerdì prossimo in corso don Luigi Sturzo.

L’invito, con tutti i dettagli logistici, è scaricabile cliccando qui sotto.

Documento